Sway

Sante Palumbo orchestra
Format: CD

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Disponibilità: Disponibile

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Sante Palumbo orchestra - Sway

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Sante Palumbo was born in 1932 in Cerignola, a small village near the city of Foggia, in southern Italy. After studying at Foggia’s conservatory, he moved to Milan in 1954. Unlike other musicians who were rapidly recognised by the local jazz scene, Palumbo started to be noticed only at the end of the 60s. At the beginning of his career he was one of the most in-demand pianist for studio sessions. When in 1969 he became part of Giorgio Buratti’s trio, the critics praised him as one of the most promising pianists of the time. He took part to a series of renowned Italian jazz festivals (Genova, Lerici, Padova, Bergamo, Milano-Teatro Lirico) and accompanied American musicians such as Johnny Griffith, Tony Scott, Joe Venuti (with the latter he also recorded an LP on which I played the guitar).

Santino (that’s how his friends used to call him) studied the work of contemporary pianists and transformed all his experiences into jazz – a modern kind of jazz – very personal, breaking the rules of the often badly imitated American free jazz. For Sante jazz means to be able to convert his own inner world, emotions and culture in swing. The only way for him is then to write his own music, rather than interpreting others’ – with this fixation he started composing and working with like-minded musicians.

And there it is: his first LP, where all the compositions and arrangements bare his signature. “Sway” is the title-track, a jazz one, but of pop extraction. Sante doesn’t ignore what’s happening around in music, nor he ignores what fascinates the younger generations. The fusion between jazz and pop is perfect. “Bartokiana” is an homage to his favourite modern author: Bela Bartok. This track, where the piano is protagonist, features the drummer Lino Liguori; the interplay between the two is fantastic. “Mad”, a pop composition in triple time written for guitar and flute. The flutist is Hugo Heredia, a well-known musician for the jazz connoisseurs, while guitarist Sergio Farina is at his first jazz experience. “Sweeten” is a slow and inspired tunes, while “Canon” highlights the talent of bassist Marco Ratti, who counterpointed the theme.

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Sante Palumbo è nato a Cerignola in provincia di Foggia nel 1932 e ha compiuto i suoi studi presso il Conservatorio di Foggia. Nel 1954 lo troviamo a Milano, ma non sentiamo parlare subito di lui com’è successo per molti musicisti che si sono subito inseriti nel mondo del jazz milanese. Sentiamo parlare di lui solo verso la fine degli anni sessanta; prima era noto come uno dei pianisti più richiesti nelle sale d’incisione. Chiamato nel 1969 a far parte del trio del contrabbassista Giorgio Buratti, s’impone subito alla critica italiana come uno dei più promettenti pianisti italiani del momento. Viene inviato a vari festival del Jazz (Genova, Lerici, Padova, Bergamo, Milano-teatro Lirico) e nel frattempo ha occasione di accompagnare musicisti americani quali Johnny Griffith, Tony Scott, Joe Venuti (con quest’ultimo incide anche un disco che vede anche la partecipazione del sottoscritto in qualità di chitarrista).

Santino (così lo chiamano gli amici) nel frattempo studia il pianismo dei classici contemporanei e trasforma in Jazz tutte le sue esperienze, in Jazz moderno, libero, personale, fuori dagli schemi del free americano molto spesso mal scopiazzato. Per Sante Jazz vuol dire trasformare in swing le proprie emozioni, il proprio mondo, la propria cultura musicale. L’unica strada da seguire è quella di comporre la propria musica oltre che eseguirla, questo è il continuo pensiero di Palumbo; quindi comincia a scrivere la sua musica e si vale di collaboratori che lo seguono e capiscono la sua musica.

Ed eccoci al suo primo LP: le composizioni sono tutte sue, gli arrangiamenti anche. “Sway” dà il titolo al disco; l’atmosfera di questo brano è essenzialmente pop, il linguaggio Jazz. Sante non dimentica il mondo musicale che ci circonda, non dimentica i ritmi che affascinano i giovani e in questo brano la fusione fra Jazz e pop è perfetta. “Bartokiana” è un omaggio al suo autore moderno preferito: Bela Bartok. In questo brano, essenzialmente pianistico, si vale della collaborazione ritmica del batterista Lino Liguori; tra i due nasce un gioco ritmico-pianistico fantastico. “Mad” è una composizione pop a tempo ternario dedicata alla chitarra e al flauto. Il flautista è Hugo Heredia, strumentista ormai collaudato e già noto al nostro pubblico del Jazz, il chitarrista Sergio Farina invece è alla sua prima esperienza jazzistica. “Sweeten” è un brano lento e ispirato, mentre “Canon” mette in risalto le doti del bassista Marco Ratti che contrappunta il tema dialogando con la chitarra e il flauto all’unisono.

Lino Patruno

Informazioni Aggiuntive

Artista Sante Palumbo orchestra
Catalogo SCEB 948 CD
Etichetta Schema Easy (SCEB)
Formato CD
Anno 2016