Nulla è andato perso

Gianni Maroccolo
Format: Vinyl replica gatefold sleeve 2xCD

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Gianni Maroccolo - Nulla è andato perso

Nulla è andato perso

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Dettagli

Il nuovo album di Gianni Maroccolo, triplo LP dal vivo che
racconta i concerti dell’omonimo tour intrapreso da Gianni Maroccolo nell’arco dei primi sei mesi del 2016 accompagnato da Andrea Chimenti,
Antonio Aiazzi, Beppe Brotto e Simone Filippi. Il concerto ruota intorno alle canzoni di “vdb 23/nulla è andato perso”, ultimo album in studio di Marok realizzato assieme a Claudio Rocchi, ma vengono eseguiti anche brani dal repertorio di Litfiba e CSI.
Il disco si apre con la lunga suite “Rinascere Hugs Suite”, il perno attorno a cui ruota il progetto. Inizia poi il viaggio che passa per
“Peste”, “Versante Est”, “Inquieto”, “Elianto” affidata alla voce di Ginevra Di Marco, “Aria di Rivoluzione”, “La battaglia” con Ghigo Renzulli
alla chitarra, “Maria Walewska” e molte altre.
Per un disco così speciale non potevamo non pensare ad una confezione super speciale, quindi abbiamo creato un poster 95x65 in cartone 260gsm che si chiude in triplo gatefold e contiene i tre singoli Lp più due mini poster 29x29. L’esterno della copertina riproduce l’opera che il pittore Claudio Capecchi ha dedicato all’amico Claudio Rocchi. L’interno, oltre ai crediti, contiene un gigantesco collage di foto che documentano la storia del tour realizzato da Marco Olivotto. Il tutto confezionato in busta PVC.
A memoria è la prima volta che questo tipo di confezione viene realizzato. Qualcosa fu fatto negli anni settanta, ma si trattava di semplici poster
con LP singoli.
l doppio CD replica in miniatura la confezione dell’LP.

 

“Nulla è andato perso” (Contempo Records C01017LP) è il triplo LP dal vivo che racconta i concerti dell’omonimo tour intrapreso da Gianni Maroccolo nell’arco dei primi sei mesi del 2016. Accompagnato da Andrea Chimenti, Antonio Aiazzi, Beppe Brotto e Simone Filippi, Marok ha festeggiato i suoi trent’anni di musica attraversando l’Italia e portando davanti al pubblico ventitré repliche di un concerto non facile e senza compromessi. Molti artisti avrebbero inventato uno spettacolo autocelebrativo, ma non Gianni: il concerto è un racconto d’incontri in cui la musica, pur predominante e possente, è diventata il collante di percorsi artistici e di vita magicamente interconnessi. Il tour è stato completamente autogestito e autoprodotto da Gianni Maroccolo ed Enzo Onorato, eliminando la parte manageriale. Una tradizione, in un certo senso, che si rifà alla storia del Consorzio Produttori Indipendenti che tutti ricordiamo come entità multiforme e autonoma.
Il concerto ruota attorno alle canzoni di “vdb23 / nulla è andato perso”, ultimo album in studio di Marok realizzato assieme a Claudio Rocchi. La prematura scomparsa di Claudio non permise di portare dal vivo i brani, ma Gianni diffi cilmente molla un’idea luminosa e profonda. Alla fine di un periodo caratterizzato dalle reunion dei Litfiba e del nucleo originale dei CSI (senza Giovanni Lindo Ferretti), decide di proporre in concerto gran parte delle canzoni scritte con Rocchi per “vdb23 / nulla è andato perso”. Riunisce un gruppo di musicisti e amici sull’Appennino tosco-emiliano e nell’arco di un mese il progetto prende forma.
Dalle prove escono oltre quattro ore di musica e parole che si distilleranno in due e mezzo di concerto.
I brani sono tratti da “vdb23 / nulla è andato perso” e dal progetto solista precedente di Gianni, “A.C.A.U.”, recentemente pubblicato in doppio vinile da Contempo Records, ma anche dal repertorio di Litfiba e CSI. Vengono inoltre eseguiti brani di artisti che con lui hanno collaborato o che hanno comunque segnato profondamente il suo cammino artistico.
La scaletta dei concerti è variabile in durata e contenuti e cambia ogni sera. Per questo motivo l’album non contiene tutti i brani eseguiti dal vivo nel corso del tour; né tutti gli ospiti che hanno partecipato ai concerti (ben tredici, nel corso delle diverse date) hanno trovato posto tra i solchi. Sul palco si sono avvicendati
Alessandra Celletti, Francesco Chimenti, Vittorio Cosma, Ginevra Di Marco, Federico Fiumani, Ivana Gatti, Cristiano Godano, Francesco Magnelli, Domenico Mungo, Marco Olivotto, Ghigo Renzulli, Antonio Ripa, Fausto Rossi, Miro Sassolini. Il materiale è in ogni caso molto rappresentativo dello spirito complessivo del progetto.

 

I sei lati dell’album sono occupati da brani spesso lunghi e articolati: in primis, “Rinascere Hugs Suite”, il perno attorno a cui “vdb23 / nulla è andato perso” ruota; in origine una canzone a più voci, rapsodia di brani dedicati alla rinascita qui affi dati al timbro versatile e unico di Andrea Chimenti. Segue un’inedita suite firmata Capossela / Litfiba, che passa per “SS dei Naufragati”, “Peste” e “Versante Est”. Un passaggio per la storia dei CSI con un brano non scontato come “Inquieto”, seguito da “LD7M”, certamente uno dei momenti più toccanti del concerto: una profonda analisi sul senso della vita e della sua fine, portata a compimento con grandissima sensibilità.
Il secondo LP si apre con “Opening”, brano di Philip Glass eseguito spesso quando la pianista Alessandra Celletti era presente ai concerti, seguita da “Elianto”, una perla tratta da “A.C.A.U.” affi data alla voce di Ginevra Di Marco. Un tributo a Battiato con “Aria di rivoluzione”, seguita da “La battaglia” con Ghigo Renzulli alla chitarra, dal primissimo repertorio dei Litfiba (“Eneide di Krypton”) e “No potho reposare”, canzone sarda che Marok esegue come tributo all’isola in cui è vissuto a lungo e che tuttora resta la sua seconda casa; segue “Maria Walewska”, un brano dal sapore folk tratto dal repertorio dei primi Litfiba.
La conclusione è affidata al terzo LP che si apre con un brano dei The Residents, “My Window”; segue “Nights & Storms”, firmata da Gianni e Franco Battiato, di nuovo da “A.C.A.U.”; un brano di Andrea Chimenti, “Non accenderti”; e infine “Nulla è andato perso” da “vdb23 / nulla è andato perso”, con la voce originale di Claudio Rocchi diffusa in teatro da una base pre-registrata sulla quale il gruppo suona.

 

Le registrazioni dal vivo sono state effettuate da Vladimir Jagodic, che ha curato tutta la produzione sonora del tour, e mixate/masterizzate da Lorenzo “moka” Tommasini, storico collaboratore di Gianni Maroccolo in molti suoi progetti. Il tour, infine, è stato seguito da Enzo Onorato (Lilium Produzioni) nel ruolo di manager e da Marco Olivotto, fotografo uffi ciale.
L’album verrà a breve pubblicato anche come doppio CD.
L’artwork del disco è stato affidato all’arte di Claudio Capecchi, che ha prodotto un “ciclo” dedicato alla luna: tredici lune, in particolare. Dodici diventeranno le copertine di una serie di singoli non in commercio, destinati ai musicisti e ai collaboratori; la tredicesima luna sarà invece la copertina del singolo destinato al pubblico. L’artwork dell’album, di grande dimensione (gli LP sono contenuti in una confezione di circa 70
x 100 cm che, aperta, può fungere da poster), è sempre di Capecchi e contiene, oltre ai testi, numerose fotografie dei molti fotografi che hanno seguito Marok nel tour.
Le sonorità sono estremamente variegate: denominatore comune, la voce straordinaria di Andrea Chimenti, qui al massimo della forma. Le tastiere di Antonio Aiazzi, riconoscibile tessitore di tappeti armonici e assoli ispirati, passano dalla morbidezza alla ferocia. Le corde di Beppe Brotto hanno talvolta suoni eterei che parlano di oriente e misticismo, talvolta la carica metallica dei Led Zeppelin. Le percussioni (termine
riduttivo) di Simone Filippi rendono coeso e fungono da contrappunto al tutto. Su tutto, o meglio sotto tutto, il basso inconfondibile di Marok.



Informazioni Aggiuntive

Artista Gianni Maroccolo
Catalogo C01017CD
Etichetta Contempo
Formato Vinyl replica gatefold sleeve 2xCD
Anno 2017